Da lettrice, oltre che telespettatrice,
ho sempre considerato le teorie e le speculazioni il fulcro del
viaggio che ho intrapreso verso Westeros, la cosa che teneva in vita
il mio interesse, oltre che ovviamente la sua trama eccezionale.
Ho avuto persino un quaderno dove
appuntavo, durante la lettura, i dettagli dei sogni e delle visioni
dei personaggi, con idee su cosa potessero significare e come
potessero realizzarsi.
Ammetto di aver riso della mia
ingenuità certe volte, o di quanto male avessi potuto interpretare
quelle parole, ritrovandomi con finali del tutto inaspettati,
esaltandomi ancora di più per la piega che la storia avesse preso
.
Ma niente è paragonabile al gusto di
aver capito, tramite piccoli indizi, cosa si sarebbe celato pagine e
pagine più avanti.
Abbracciare e credere in una teoria,
che sia tua o trovata su internet, è come essere adepti di una fede,
un po' come Melisandre verso R'hllor, ma senza barbecue di Baratheon.
Ci si crede, ci si batte per loro
contro i miscredenti, c'è una parte di negazione nell'aver avuto
fiducia in qualcosa che non è dimostrabile, struggendoci di essere
stati degli illusi, ma poi qualche piccola scintilla ci fa sperare nuovamente, e
si riapre il circolo vizioso.
Durante la mia breve, ma intensa,
lettura dei libri ho abbracciato così tante teorie da perderne il
conto, dalle più conosciute e ovvie, alle più folli.
Jon è il figlio di Lyanna e Rhaegar?
Palese. L'Azor Ahai? Possibile.
Ma quanti di noi hanno pensato che
Tyrion potesse essere un Targaryen?