mercoledì 27 aprile 2016

OUTCAST premiere europera e recensione (23/04/16)

L'idea di partecipare ad una prima mi sembrava incredibile, decisamente impossibile fin quando non ho varcato le porte dell'auditorium Cartoona del Comicon di Napoli.
Eppure il 23 Aprile, dopo aver affrontato una pioggia torrenziale (di cui porto con me ancora acciacchi e malanni) e una fila impaziente , per non dire impazzita, sono riuscita finalmente ad avere il mio invito e a godermi la visione del primo episodio di Outcast in premiere europea, serie di Cinemax, distribuita in Italia da FOX.
Ed è proprio alla FOX, oltre che al Comicon e sicuramente anche alla Saldapress, che devo i miei ringraziamenti per questa grande opportunità.
Il Comicon napoletano quest'anno ha deciso di regalare a noi telefili diverse anteprime e ospiti esclusivi, facendoci per un attimo teletrasportare con la mente e la fantasia a San Diego.
Questa scelta, molto coraggiosa, perché strizzare l'occhio alla fiera fumettistica e non solo più grande e importante del mondo, non è che sia facile; è stata accolta con fervore da molti ospiti della e sicuramente da me, a causa del mio amore incondizionato per il fumetto.


Appena fu annunciato l'incontro col cast, ma soprattutto la prima, il mio entusiasmo è salito alle stelle e credo che niente e nessuno avrebbe potuto impedirmi
di essere presente in quella sala.
Infatti, solo quando ho ricevuto il mio biglietto, ho potuto considerarmi realmente tranquilla e direi più che felice, nemmeno si trattasse del giorno di Natale o dell'uscita di A Dream of Spring.
Seriamente, Outcast è uno dei fumetti che ho seguito con più interesse dal momento in cui è uscito in Italia (non che ne legga tanti, sia ben chiaro) e che abbia lasciato qualcosa dentro di me, come solo le cose che realmente ci toccano più nel profondo.
E così è stato per il pilot.
La serie riprende (come è giusto che sia) gli ambienti oscuri e claustrofobici delle tavole di Azaceta, tanto da rievocarle nei loro minimi dettagli.
Veniamo catapultati immediatamente nella realtà di Rome (città fittizia della Virginia), dove capiamo fin dai primi fotogrammi quale sia il fulcro della serie.
Conosciamo così   Kyle Barnes, interpretato da Patrick Fugit (Gone Girl), la cui vita è sempre stata intrecciata col mondo della possessione, senza riuscire a trovare una spiegazione. Sarà l’incontro con padre Anderson (Philip Glenister), un prete evangelista ben poco convenzionale, a condurlo verso una risposta.
Destreggiandoci tra esorcismi e demoni, riusciamo a farci strada nel burrascoso e fumoso passato di Kyle, che ci verrà svelato pezzo dopo pezzo come tasselli di un mosaico oscuro, difficile da decifrare.
Le scene non sono per stomaci delicati, questo è assolutamente da premettere, sebbene si tratti di un horror quasi psicologico, che pianta il seme della paura direttamente nella nostra mente.
Outcast è una serie forte, che espone temi coraggiosi per gli schermi televisivi, quasi come a lasciarci la sensazione di un pugno alla bocca dello stomaco. Sono infatti le immagini a parlare, più che i pochi dialoghi, che fanno solo da contorno a quello che i nostri occhi percepisco, nei toni dark e opprimenti delle scenografiche ambientazioni.
Kirkman con questa nuova serie ha provato nuovamente a sconvolgerci con uno dei temi cult del perturbante, citando persino opere classiche come il Faust di Goethe, lasciando come al solito la sua firma inconfondibile, quel plus che rende un tema così inflazionato un successo nelle sue mani.
La mia risposta a questo pilot è assolutamente positiva e aspetto con entusiasmo il 06.06.16 (save the date!), data di rilascio in Italia della serie su FOX (canale 112 di Sky), godendomi intanto il fumetto che è giunto al n° 8 in anteprima al Comicon.
Intanto, grazie sempre alla disponibilità di Claudio Curcio, abbiamo avuto la possibilità di partecipare ad un vero e proprio panel col cast.

Erano presenti: Patrick Fugit (Kyle Barnes), Philip Glenister (reverendo Anderson), Reg E. Cathey (Giles), Wrenn Schmidt (Megan), Kate Lyn Sheil ( Allison Barnes), Chris Rock (produttore della serie), in più erano con noi Andrea Ciccarelli (editor Saldapress), Ratigher (fumettista italiano, a cui è stato commissionato il murales di Outcast) e Luca Maragno (direttore editoriale di Bestmovie)-
Molte sono state le domande poste dal moderatore, tra cui quali sono le paure di Wrenn e Kate Lyn, entrambe infatti hanno scoperto di essere spaventate dalle profondità abissali, riscoprendosi amiche e se Patrick avesse letto il fumetto prima di avere la parte, cosa che ha fatto, fin quando non si è trovato sul set sommerso dagli script.
Patrick, infatti si definisce un gamer e un appassionato di fumetti ed esibiva la maglia di  Punisher che ammetto di aver subito notato (thumb up per lui).
Anche a Philip sono state poste domande, tra cui se si ritrovasse nel suo personaggio, la sua risposta è stata negativa, infatti la sua personalità si discosta completamente da quella di padre Anderson.
In più, con non poca emozione, posso dire di essere stata scelta nell'audience per porre la mia personalissima domanda (che non nego di aver studiato dall'annuncio del panel).

Vi lascio il video qui sotto! 

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