L'idea di partecipare ad una prima mi
sembrava incredibile, decisamente impossibile fin quando non ho
varcato le porte dell'auditorium Cartoona del Comicon di Napoli.
Eppure il 23 Aprile, dopo aver
affrontato una pioggia torrenziale (di cui porto con me ancora
acciacchi e malanni) e una fila impaziente , per non dire impazzita,
sono riuscita finalmente ad avere il mio invito e a godermi la
visione del primo episodio di Outcast in premiere europea, serie di
Cinemax, distribuita in Italia da FOX.
Ed è proprio alla FOX, oltre che al
Comicon e sicuramente anche alla Saldapress, che devo i miei
ringraziamenti per questa grande opportunità.
Il Comicon napoletano quest'anno ha
deciso di regalare a noi telefili diverse anteprime e ospiti
esclusivi, facendoci per un attimo teletrasportare con la mente e la
fantasia a San Diego.
Questa scelta, molto coraggiosa, perché
strizzare l'occhio alla fiera fumettistica e non solo più grande e
importante del mondo, non è che sia facile; è stata accolta con
fervore da molti ospiti della e sicuramente da me, a causa del mio
amore incondizionato per il fumetto.
Appena fu annunciato l'incontro col
cast, ma soprattutto la prima, il mio entusiasmo è salito alle
stelle e credo che niente e nessuno avrebbe potuto impedirmi
di
essere presente in quella sala.
Infatti, solo quando ho ricevuto il mio
biglietto, ho potuto considerarmi realmente tranquilla e direi più
che felice, nemmeno si trattasse del giorno di Natale o dell'uscita
di A Dream of Spring.
Seriamente, Outcast è uno dei fumetti
che ho seguito con più interesse dal momento in cui è uscito in
Italia (non che ne legga tanti, sia ben chiaro) e che abbia lasciato
qualcosa dentro di me, come solo le cose che realmente ci toccano più
nel profondo.
E così è stato per il pilot.
La serie riprende (come è giusto che
sia) gli ambienti oscuri e claustrofobici delle tavole di Azaceta,
tanto da rievocarle nei loro minimi dettagli.
Veniamo catapultati immediatamente
nella realtà di Rome (città fittizia della Virginia), dove capiamo
fin dai primi fotogrammi quale sia il fulcro della serie.
Conosciamo
così Kyle
Barnes,
interpretato da Patrick Fugit (Gone
Girl), la cui vita è sempre stata intrecciata col mondo
della possessione,
senza riuscire a trovare una spiegazione. Sarà l’incontro
con padre
Anderson (Philip Glenister),
un prete evangelista ben poco convenzionale, a condurlo verso una
risposta.
Destreggiandoci
tra esorcismi e demoni, riusciamo a farci strada nel burrascoso e
fumoso passato di Kyle, che ci verrà svelato pezzo dopo pezzo come
tasselli di un mosaico oscuro, difficile da decifrare.
Le scene non sono per
stomaci delicati, questo è assolutamente da premettere,
sebbene si tratti di un horror quasi psicologico, che pianta il seme
della paura direttamente nella nostra mente.
Outcast è una serie forte, che espone
temi coraggiosi per gli schermi televisivi, quasi come a lasciarci la
sensazione di un pugno alla bocca dello stomaco. Sono infatti le
immagini a parlare, più che i pochi dialoghi, che fanno solo da
contorno a quello che i nostri occhi percepisco, nei toni dark e
opprimenti delle scenografiche ambientazioni.
Kirkman con questa nuova serie ha
provato nuovamente a sconvolgerci con uno dei temi cult del
perturbante, citando persino opere classiche come il Faust di
Goethe, lasciando come al solito la sua firma inconfondibile, quel
plus che rende un tema così inflazionato un successo nelle sue
mani.
La
mia risposta a questo pilot è assolutamente positiva e aspetto con
entusiasmo il 06.06.16 (save the date!), data di rilascio in Italia
della serie su FOX (canale 112 di Sky), godendomi intanto il fumetto
che è giunto al n° 8 in anteprima al Comicon.
Intanto,
grazie sempre alla disponibilità di Claudio Curcio, abbiamo avuto la
possibilità di partecipare ad un vero e proprio panel col cast.
Erano
presenti: Patrick Fugit (Kyle Barnes), Philip Glenister (reverendo
Anderson), Reg E. Cathey (Giles), Wrenn Schmidt (Megan), Kate Lyn
Sheil ( Allison Barnes), Chris Rock (produttore della serie), in più
erano con noi Andrea Ciccarelli (editor Saldapress), Ratigher
(fumettista italiano, a cui è stato commissionato il murales di
Outcast) e Luca Maragno (direttore editoriale di Bestmovie)-
Molte
sono state le domande poste dal moderatore, tra cui quali sono le
paure di Wrenn e Kate Lyn, entrambe infatti hanno scoperto di essere
spaventate dalle profondità abissali, riscoprendosi amiche e se
Patrick avesse letto il fumetto prima di avere la parte, cosa che ha
fatto, fin quando non si è trovato sul set sommerso dagli script.
Patrick,
infatti si definisce un gamer e un appassionato di fumetti ed esibiva
la maglia di Punisher che ammetto di aver subito notato (thumb up
per lui).
Anche
a Philip sono state poste domande, tra cui se si ritrovasse nel suo
personaggio, la sua risposta è stata negativa, infatti la sua
personalità si discosta completamente da quella di padre Anderson.
In
più, con non poca emozione, posso dire di essere stata scelta
nell'audience per porre la mia personalissima domanda (che non nego
di aver studiato dall'annuncio del panel).
Vi
lascio il video qui sotto!
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