Premessa: Ho letto solo una storia di Daredevil nella mia vita, di conseguenza i miei pareri riguardano solo ed esclusivamente la serie televisiva.
Ci tengo a precisarlo, perché ho scoperto Daredevil
da relativamente poco, ciò mi ha reso una dei fortunati che non ha dovuto
aspettare quasi un anno per l'uscita della seconda stagione, ma
l'hype di certo non è mancato, fino a farmi fare il conto alla
rovescia dei giorni, nemmeno si trattasse di The Winds of Winter.
Non
so come sarà possibile aspettare il prossimo anno per la terza
(sempre che esca nel 2017, considerando gli ambiziosi progetti Marvel) , quindi credo sia giusto ringraziare Netflix per il
binge-watching, e la nostra avidità di non averci fatto consumare le
puntate con parsimonia.
Perché, d'altronde, credo fosse impossibile
centellinare gli episodi in maniera tale da poter avere almeno 13
giorni all'insegna del Diavolo di Hell's Kitchen.
La bellezza di
questa stagione, forse più della precedente, è l'impossibilità per
lo spettatore di staccarsi dallo schermo del proprio computer, perché
completamente ipnotizzato dalle immagini del cliffhanger finale di
ogni singolo episodio, che sembrano sussurrargli “solo un altro" con voce così suadente che nemmeno Charlie Cox o Elodie
Yung (vi lascio scegliere) avrebbero potuto far meglio.
Di motivazioni ce
ne sono un'infinità, a livello tecnico e registico Daredevil è una
serie che regala alti momenti televisivi, incorniciati da una
dominante aura oscura, che sembra quasi avvolgerci e quasi farci
sentire inspiegabilmente protetti, nella bolgia infernale newyorkese.
Alcune scene adrenaliniche e più dark invece ci trasportano nella
prima stagione, facendoci pensare
che possano diventare un trademark
di questa serie targata Netflix, particolarmente la sequenza della
scala, dove Matt affronta armato di calcio di pistola e catena gli
irlandesi (2x03), il che ci riporta indiscutibilmente all'amatissima
scena del corridoio presente nella seconda puntata della prima
stagione.
Altra nota significativa è rappresentata da nuovi
personaggi, pronti a farci innamorare perdutamente della loro caratterizzazione.Il mio preferito di questa season è sicuramente: Frank “the Punisher” Castle, che risulta
essere la controparte di Daredevil, la quintessenza dell'antieroe. La
sua storia ha incrementato il mio uso settimanale di fazzoletti del
100%,(nemmeno mi fossi sottoposta a una visone intensiva di Grey's
Anatomy), nonostante ciò continuo a preferire la filosofia di Matt
Murdock.
Per quanto abbia creduto ingenuamente che the Punisher
potesse essere considerato il villain principale, sono stata
piacevolmente sorpresa nello scoprire che fosse semplicemente l'altra
metà di Devil, quella sopraffatta da un dolore incommensurabile, che
mai potrà essere ripagato col sangue. I flashback di Matt ci
mostrano come lo stesso dolore che condivide con Frank, non possa
essere controbilanciato dall' omicidio.
Lo stesso episodio ci mostra
la sua vecchia fiamma universitaria, Elektra, personaggio comparso
per la prima volta nella 02x04, altra new entry per la serie. Con la
sua battuta di apertura, capiamo immediatamente come Ellie possa
essere solo una fonte fangileggiante, vero?di guai per l'avvocato.
La femme fatale di cui Matt è invaghito durante i tempi del college, condivide con Frank Castle la sete di sangue, ma per motivi completamente diversi: il primo cerca vendetta per l'omicidio della propria famiglia, la seconda per noia. Non devo spiegare chi dei due abbia catturato il mio cuore
L'unica nota positiva che posso
esprimere riguardo Elektra -oltre alla sua innegabile bellezza- è la
sua redenzione finale, ma la scena finale ci fa assolutamente temere
il peggio per la prossima stagione. Nonostante le nuove entrate siano
sorprendenti, anche il ritorno di alcuni vecchi nemici ci lasciano
assolutamente senza fiato come quello di Fisk, ma soprattutto quello
di Nobu, apparentemente morto bruciato nella stagione precedente
Ammetto di essermi pentita di aver solo sperato che non fosse morto,
perché lo ritenevo il nemico più interessante, di fatti egli ha
aperto la strada per l'organizzazione che ha rappresentato in questa
stagione il nemico principale di Daredevil: the Hand.
Sicuramente
questa nuova svolta nella trama ha reso le puntate più coreografiche
con combattimenti dinamici, ma preferisco il Daredevil che affronta
la criminalità organizzata, piuttosto che antiche sette ninja capaci
di resuscitare i morti.
Personalmente ho trovato le prime nove puntate sublimi per questa motivazione, ed anche per la presenza più viva del collega di Matt, Foggy Nelson, personaggio che rappresenta la razionalità del vigilante. Non mi vergogno di ammettere che per la maggior parte degli episodi mi sono schierata per il #teamFoggy, nonostante ciò vada contro l'emblema della serie, il “commitment to the cause” (passatemi il termine) dell'eroe mascherato.
Personalmente ho trovato le prime nove puntate sublimi per questa motivazione, ed anche per la presenza più viva del collega di Matt, Foggy Nelson, personaggio che rappresenta la razionalità del vigilante. Non mi vergogno di ammettere che per la maggior parte degli episodi mi sono schierata per il #teamFoggy, nonostante ciò vada contro l'emblema della serie, il “commitment to the cause” (passatemi il termine) dell'eroe mascherato.
Non
riesco totalmente ad essere dalla sua parte, non perché non comprenda
le motivazioni eroiche di Murdock, che trovo del tutto legittime, ma
perché preferirei una sorta di scelta coerente nell'eterna dicotomia
tra il tentare di proteggere le persone che ama dalla sua identità
segreta e il non riuscire a tenerli fuori dalla sua vita, come è
riuscito a fare con Claire nella prima stagione, cosa che ci fa
sperare possa accadere nella prossima stagione, grazie alla
fatidica scena del final season, quando svela a Karen la sua identità
segreta.
Per quanto shippi Karen con la felicità, avrei preferito
scegliesse Foggy, ma dopotutto, chi può biasimarla, chi non
sceglierebbe Matt Murdock e quel suo sorrisetto ingenuo?
#sorrynotsorry.
Questa stagione si è rivelata ancora una volta una conferma per la serie Netflix, sicuramente al di sopra delle mie aspettative.
Credevo che fosse impossibile per una prima stagione di così alto livello, replicarsi e addirittura, sotto alcuni aspetti, superarsi e non riesco a non sperare che la terza possa rivelarsi ancor più sorprendente, considerando le premesse.
Questa stagione si è rivelata ancora una volta una conferma per la serie Netflix, sicuramente al di sopra delle mie aspettative.
Credevo che fosse impossibile per una prima stagione di così alto livello, replicarsi e addirittura, sotto alcuni aspetti, superarsi e non riesco a non sperare che la terza possa rivelarsi ancor più sorprendente, considerando le premesse.

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